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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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Finalmente è arrivato l’autunno della mente con tutti i suoi rumori. Claudio
Parte prima.
Forse amarti è non fartelo capire mai, aver voglia di piangere e offrirti il viso sereno (Cinzia)
Parte Seconda.
Words by claudio baroni Una volta – ma non poi tanto tempo fa - Seattle divenne famosa in tutto il mondo per due fatti: il primo fu il telefilm “Twin Peaks” creato da quel genio (termine che molto probabilmente in questo mio elaborato verrà forse abusato, e me ne scuso) di David Lynch, ed appunto girato nei boschi della cittadina americana. E poi la nascita di un movimento musicale e di stile di vita denominato grunge. L’etichetta discografica a cui facevano riferimento differenti gruppi era la Sub Pop, con gli allora impavidi - ed in erba - “geniali” Nirvana. Oggi (anno 2007) la Sub Pop esiste ancora, per fortuna, ma la sua merce si distacca nettamente da quella immessa sul mercato negli anni novanta… Parte Terza. La Dragon’s Eye Recordings stanziata in quel di Seattle - Wa 98104 potrebbe - in un certo senso, raccogliere l’eredità morale ed indipendente della Sub Pop. Anche la Dragon’s Eye è una label di culto, anzi di (stra)culto. Gli artisti (“geniali” veramente!), e la musica che propone la Dragon’s si distaccano però nettamente dal rock virulento delle bands Sub Pop(iane). In quanto l’Eye Recordings (nata nel 1989, con una conduzione prettamente famigliare, proprio come quei ristorantini di campagna…) getta sul mercato edizioni ultra limitate di opere “prelibate”, ma dall’approccio alquanto ostico. Vogliamo scrivere, perché no, di “Auditorium” by Yann Novak and Jamie Drouin che si accoppia degnamente con il “freddo polare” di “Intermission” sempre interpretato da Yann Novak ?
Pausa. … …
Parte quarta.
Atmosfere. Questi delicati dischetti (che fanno le fusa come dei gattini) predicano atmosfere a perdifiato. Drone (letteralmente ronzii) che sconfigurano ambienti caldi ed eccitanti. Addirittura siamo al punto di chiederci se si potrebbe definire “musica” quella proposta da Wyndell Hunt (“Nk Ak”), artista originario di Seattle che assembla partiture soniche al limite del rumore puro. Ed ancora suoni digitali e discontinui come quelli di Tyler Potts (“The Deluge”), un anfratto roboante, dove c'è da chiedersi come le sette note possono avere ancora qualcosa da dire. Niente rock, niente pop, niente jazz; solamente pura e naturale improvvisazione coadiuvata dalle macchine. Macchine intese come Personal Computer. Personal Computer che hanno invaso la vita dell’essere umano, cambiandola quasi radicalmente. E forse tutto questo mi fa un po' paura…
Parte quinta. E’ la rivolta – forse benevola e pacifica - dei robot/pc sul cervello “umanoide”. Amore per l’arte e l’electronica estesa all’ennesima potenza. Un’estremizzazione quasi spaventosa, dove l’uomo riesce finalmente ad interagire con i non-strumenti, ovvero loop che si agitano come spiriti benigni. Sample che rimarcano la loro indipendenza e la loro estraneità a qualsiasi movimento o classificazione. Dopo tanto caldo è iniziata l’era del disgelo artistico, con nuvole ripulite per godere finalmente di un nuovo cielo. Claudio Baroni © Claudio Baroni, 2007 |