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Andrea Di Cesare

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"Buzzati racconta - storie disegnate e dipinte": Rotonda Besana (Milano) 15 novembre 2006 - 28 gennaio 2007

catalogo: electa

pagg. 96

 

Un omaggio a Milano, coi suoi alti palazzi, da parte di un artista nato tra le alte Dolomiti di Belluno. La verticalità sembra essere la cifra della pittura di Buzzati, tesa a esprimere slancio ideale anche nel tratteggiare le forme di un volto o di un corpo. Slancio verso quel lato misterioso delle cose che è sia gotico – romantico, che più modernamente “metropolitano”, dove la metropoli propone bui, misteriosi slanci verso il basso – anche – verso i suoi “Sotterranei” e il suo “Sottosuolo”, facendo di quel Dark Side cittadino – che il Buzzati giornalista del Corriere della Sera praticava – lo stesso Dark Side dell’immaginatività di Buzzati, che poi si riversava nella sua produzione ufficiale di opere d’arte, sia di quelle scritte che di quelle dipinte.

L’angoscia di Buzzati è qualcosa di labirintico e giocoso al tempo stesso, mai del tutto schiacciante l’individuo che, per strani giochi del destino, riesce sempre a sfuggire dalle mura in cui era imprigionato. In questo Buzzati è molto diverso da Kafka, per i cui personaggi non c’è mai salvezza. Buzzati, al contrario, sapeva giocare  e anche divertire, e forse

non è un caso che, ancora oggi, lo si legga nelle scuole. Anche le situazioni più drammatiche da lui descritte, sfociano spesso in una soluzione che ne stempera l’iniziale drammaticità, e apre al futuro, dove il “futuro” è una dimensione che si apre oltre la porta di una sorta di quinta teatrale, in un gioco infinito di rimandi, di scena in scena, di soluzione in soluzione.

Metafisica della metropoli, trasfigurazione surreale della realtà, sono – a mio avviso – gli elementi principali che connotano i dipinti di Buzzati esposti in questa importante Mostra, dedicata a un grande Maestro del nostro ‘900.

 Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2007

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