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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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…vai, vai su quella nave. Vacci e non tornare mai più… per tutto l’oro del mondo non farti rivedere… per sempre… (il grande “Blatero Raffanzio”)
DAVID
RODRIGUEZ Una “voce” che taglia la spessa coltre di nebbia, che attanaglia da giorni (con le sue spire) la Pianura Padana. La “voce” è quella del cantautore David Rodriguez (born in Houston,Texas), uomo vero con una “voce” straordinaria. Una “voce” che ci racconta - si racconta - piccole storie, una “voce” che pare Springsteen ed un po' Cougar nei periodi di maggior forza espressiva. La dimensione di “A Winter Moon” è quella acustica, pochi strumenti e suonati con languida parsimonia. Tutto questo per lasciare spazio allo strumento più importante, ovvero l’ugola di David. Che sprigiona sentimenti, solamente grandi sentimenti. ANDY
WHITTLE Bisogna imparare – per forza - a conoscere i prodotti dell’etichetta discografica Folkwit. E ci si imbatterà in lavori malinconici e delicati. Proprio come il cd a firma Andy Whittle (da non confondere con Andy White) intitolato “Old Fashioned Dream”, forse il migliore tra quelli – di questa label - che ho avuto modo di recensire. Acoustic songs morbide come la neve il giorno di Natale. Parole semplici (“…love is greater than gold…”) per quasi cinquanta minuti di rare emozioni. Empatia musicale e del cuore che ci viene recapitata da un mirabile musicista.
JON
REDFERN
Accidenti, ma quanta malinconia canaglia in questi dischi. Cantautori che si struggono in tenere ballatone melodiche. Jon Redfern è l’ultimo – si fa per dire - della lista… Il suo lavoro “May Be Some Time” è un compendio di pezzi fatti apposta per commuovere… E “Am I A Fool” è un esempio, più che eloquente, del modo d’intendere la musica. Jon la vede così: fragile e “spizzicata”. Redfern tratteggia piccoli poster naturali, da appendere nella cameretta ben ammobiliata. Solo per sognatori delle sette note.
DAVE DERBY 2006 Scarto la confezione del cd e sfoglio (come al solito) con parsimonia il libretto. Ci sono alcune fotografie che ritraggono il nostro Dave Derby, un bel giovanotto sulla ventina (di anni), immagino io. Navigo sul sito della casa discografica e scopro la nazionalità: Hawaii. Ebbene con quel faccino pulito-pulito, e con la musica che suona (un pop- troppo “slavato” da radio f.m.- senza particolari picchi emotivi) non poteva che arrivare da quel luogo incantato. Per il sottoscritto i suoni di “And The Norfolk Downs” sono troppo “perfettini” per lasciarmi qualcosa dentro l’anima. Un disco non brutto, ma per entusiasmarmi ci vuole ben altro! Claudio Baroni © Claudio Baroni, 2008 |