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Andrea Di Cesare

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Crammed Discs

Words Claudio Baroni

 

CIBELLE

THE SHINE OF DRIED ELECTRIC LEAVES

CD

CRAMMED DISCS/MATERIALI SONORI

2006

 

Quello che si vorrebbe sempre e comunque ascoltare da un disco. Cioè in poche ed inconfutabili parole: passione-emozione e trasporto emotivo. Cibelle, artista vera a tutto tondo offre - amabilmente - uno spaccato, in pochi attimi, in un solo cd “The Shine Of Dried Electric Leaves” - di varia umanità. La sua incontrovertibile opinione dell’umana verità, sensibili spicchi di un’armonica deflagrazione estatica ed immaginifica. Voce femminile sublime, un’ugola come da un po’ di tempo non si sentiva o non si aveva la voglia di ascoltare. Plettri di chitarra appena pizzicati che si posano su di un cantato prelibato, che ci irradia di una proverbiale libertà senza confini… Insomma, provate per credere o voi che entrate in punta di piedi –senza calzini- in questo mondo sovrapposto: no indie-no world music-ect,ect, ma solamente una pace sonica e tranquilla. Pane bianco, vino rosso fermo e una bella ragazza al tuo fianco con il cane di nome Max; tutti insieme ad ascoltare le canzoni di Cibelle. Donna stupenda che canta come un pulcino che reclama la sua chioccia. Senza parole… solo brividi…

 

THINK OF ONE

TRAFICO

CD

CRAMMED DISCS/MATERIALI SONORI

2006

Allegria, finalmente un po' di brio nella musica… I Think Of One trafiggono il corpo con sonorità coinvolgenti, questo gruppo carpisce rapacemente la lezione musical-popolare di Mano Negra e Les Negresses Vertes. Il loro fortissimo “Trafico” si presta a multicolori ascolti, è adatto a tutti e si confà ad ogni latitudine del nostro globo. Insomma è il classico prodotto internazionale, assemblato da musicisti veri (mondiali oserei scrivere) che centrifugano varie e differenti proposte soniche. Musica brasiliana, neo-folk (oggi tanto di tendenza) e via così, per arrivare ad un perfetto e promiscuo mix di eclettiche melodie. Da ascoltare, ballare alle tre del mattino (per chi non si accontenta della luce solare) sulle note liete di “Tirar Onda”; sublime macumba genuflessa e contrita. E per favore non chiamatela –almeno per una volta- world music. Questa è la colonna sonora contemporanea di una società multietnica ancora in divenire. Questo potrebbe essere uno dei primi sassolini… piccolo ma sincero…

Claudio Baroni   

© Claudio Baroni, 2006

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