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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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REGOLA NUMERO 1: SOSPETTA DEL PROSSIMO TUO Così il Giorno-Quotidiano Nazionale del 2 novembre 2009, titola in prima pagina: “Sicurezza in città. La ronda anti-mala è il vicino di casa”. Di bene in meglio, dopo le Ronde leghiste, questa idea venuta in mente ad alcuni consiglieri di Zona di Milano va ad inasprire un clima prima cittadino, poi nazionale, di vero degrado e imbarbarimento dei costumi, delle abitudini, del modo di guardare la vita e il prossimo in questo povero Paese martoriato. Sembra di vivere una brutta congiuntura: politica, economia, terrorismo, influenza suina: ci salveremo da tutto questo? Non c’è da scherzare, anche se quella poco sopra sembra solo una battuta. La congiuntura è terribile. E proprio perché c’è disordine, caos, paura, disorientamento, in questo bailamme di problemi, a volte politici e amministratori prendono la strada più breve per cercare di risolvere un problema, senza capire che ne creano altri, più gravi. Comprendo che chiunque, in una simile situazione, compresi politici e amministratori, possano farsi prendere da ansia e senso di impotenza, e che così prendano decisioni semplificatorie e brevi. Ma dove ci porteranno le misure brevi, le scorciatoie, nella lunga distanza? Dove – soprattutto – porteranno le coscienze, le menti, le teste, i giudizi delle persone? Come ne verrà fuori il pensiero comune degli italiani? Rispetto al problema della sicurezza nei quartieri, soprattutto in quelli periferici di grandi città come Milano, la situazione è decisamente fuori controllo. Avere comprensione per chi amministra la cosa pubblica, è credo di dovere, in quanto questa classe di persone fa subito pensare al maestro di scuola che, preso da rabbia e impotenza di fronte a un'aula imbarbarita, dà pugni sulla cattedra e urla. Ma tutti sappiamo che le urla del maestro sono solo urla di disperazione. Non è con la repressione che si governa, non è con l’autoritarismo, che si governa, ma con l’autorevolezza, cui basta anche una voce pacata e ben impostata. “Se le ronde fanno fatica a decollare, ci pensano i vicini di casa”, scrive Il Giorno a pagina 2 della Cronaca di Milano. La chiave di lettura di tale affermazione, sembra essere contenuta in una richiesta di sicurezza da parte dei cittadini che, non soddisfatta dalle ronde, diventa una questione addirittura domestica, da risolvere direttamente in prima persona. Come? Vi sarebbero 6 regole di sicurezza. Ne riporto solo due, la n. 2 e la n. 3: n. 2: (a pagina 3): Segnare su un taccuino eventuali auto (tipo targa) che risultino sospette, perché si muovono lentamente o fanno sempre gli stessi giri; n. 3 ( a pagina 3): Chiedere a persone che girino all’interno del quartiere guardandosi un po’ troppo in giro se abbiano bisogno di aiuto o se stiano cercando qualcuno. Ho riportato solo la n. 2 e la n. 3 perché, fra tutte e sei, mi sembrano le più bizzarre. Questo modus operandi importato dal Regno Unito (dove viene chiamato “Neighbourood Watch”) a Milano sarà chiamato “Controllo di Quartiere”, con tanto di cartelli affissi in varie parti del quartiere che segnalano (ai malintenzionati) che “la zona è sotto la vigilanza del controllo di vicinato”. “Il progetto - (da Il Giorno- n.d.r.) – sarà <avviato in alcuni comuni dell’hinterland e nelle zone periferiche di Milano >, annuncia Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale” (Pag. 2). A gennaio comincerà nella Zona 7 Baggio e San Siro, dove, secondo il consigliere di Zona 7 Pietro Tatarella “il sistema del controllo di quartiere potrebbe risolvere i problemi cronici che affliggono le periferie” (pag. 2). C’è da chiedersi, rispetto al alla regola n. 2, che fine farà un normale cittadino che giri in tondo sempre nello stesso isolato, magari alle due di notte, mentre è alla disperata ricerca di un posto auto, o, rispetto alla regola n. 3, un turista che si guardi intorno perché si è smarrito in qualche periferia. Vi sarà un intasamento delle linee telefoniche nei commissariati di zona, e non solo. Vi sarà un accrescimento del sospetto reciproco, che ci riporta alla mente tristi memorie di epoca fascista sulla regola della delazione.
Andrea Di Cesare 3 – 11 - 09 © Andrea Di Cesare, 2009
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