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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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CLAUDIO MARTINI “DIECIMILA E CENTO GIORNI” romanzo pagg. 227 Besa, 2007 Euro 13,00
Diecimila e cento giorni sono un arco temporale piuttosto lungo, quello raccontato da Claudio Martini nel suo omonimo romanzo. Un filo narrativo che si dipana su svariati piani, conducendoci lungo una narrazione dal sapore compassato, piacevolmente lenta, come quella di una volta. Martini vuole dare voce, in questo impegnativo romanzo, alle vite di certi emarginati dei nostri giorni, come un attivista politico emigrato in Perù, un anonimo impiegato sofferente di bulimia, una drogata kosovara. Le vite di questi personaggi scorrono su binari solo apparentemente separati, unite dalla stessa ricerca di una qualche identità difficile da ritrovare in sé e nel Mondo. Il linguaggio a volte cede alle lusinghe di un uso della metafora che difficilmente io posso condividere, come ad una descrittività un po’ piatta e priva di colori ed emozioni che non ci fa vedere i paesaggi dell’America Latina con l’intensità che essi in realtà dovrebbero sprigionare. Al di là di queste disquisizioni, il libro resta un’opera importante per farci capire le amarezze e le delusioni degli attivisti che fecero la contestazione e poi la Lotta in Italia, ma anche la grigia vita di molti insospettabili emarginati della porta accanto. Un romanzo, quindi, dalla profonda vocazione civile, un impianto narrativo impegnato e idealistico. Un libro che, superata la difficoltà nell’affrontare uno stile sempre troppo uguale a se stesso, ci può insegnare a capire il dolore che si nasconde nelle pieghe di una società tanto “normale” quanto in se stessa dilaniata e contraddittoria.
Andrea Di Cesare © Andrea Di Cesare, 2007
Diez mil y cien días son más bien un largo
período de tiempo, el uno dijo por Claudio Martini, en su novela
homónima. |