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THE CHARLATANS
...a volte ritornano…
di Claudio Baroni Si rifanno vivi i Britannici The Charlatans. Una fra le Formazioni pre Brit Pop, presenti negli Anni Novanta, più importanti e dal sottoscritto visceralmente amati. The Charlatans assieme ad altri Gruppi fondamentali, ascoltare per credere Happy Mondays-Stone Roses-Primal Scream ect-ect, sono riusciti a sdoganare il Pop e portarlo nei Club; nelle piste da (s)ballo. All’apparenza sembra un’impresa facile,ma facile non lo è stato assolutamente! La Club Culture, tendenzialmente molto selettiva e poco comunicativa con gli altri generi Musicali, si è fatta avvinghiare dalle spirali melodiose dei “Ciarlatani” e dai suoi acidi accoliti. “Some Friendly” (Album di debutto della Band di Burgess) ha fatto ballare svariati adolescenti sulle piste dei locali Inglesi. “The Only One I Know” forse il Brano più gettonato e ballato… Ma torniamo ai nostri giorni. Con il viso un po’ più tondo e qualche chilo in più (tutti noi insomma invecchiamo…) Mr. Burgess ritorna alla carica con i suoi The Charlatans (il nome con l’articolo davanti è fondamentale!) ed un nuovo Disco “Simpatico”. La Formazione è quasi quella originale: Mark Collins (chitarra), Tim Burgess (voce), Jon Brookes (batteria) e Martin Blunt (basso). I Suoni sono un pochino cambiati, non aspettatevi certamente dai The Charlatans targati 2006 il piglio fresco degli esordi… Tutto in apparenza pare funzionare a meraviglia, note coese che necessariamente vogliono rimandare ai tempi passati. A volte però (è opportuno scriverlo) ci si annoia giusto un po’. Nell’insieme però “Simpatico” è un lavoro diligente, che si può tranquillamente ascoltare. Le cose migliori, sempre a detta del sottoscritto, vengono sparate all’inizio: i due Singoli “Blackened Blue Eyes” e “NYC (there’s no need to stop)”. Canzone, quest’ultima, nobilitata dal Video girato dall’amico “Inglese” Giorgio Testi. Chicche delle chicche, il lato B di “NYC” è impreziosito da un Pezzo intitolato “Hard To Be You (Song For Carl)”; dedicato come forse si era capito all’amico Barat (ex- The Libertines, ora Dirty Pretty Things…). Musicalità meno movimentate, più studiate e meno istintive; non del tutto disprezzabili. Accidenti, quanto odio fare paragoni. Se quest’opera fosse uscita senza l’inevitabile passato forse il giudizio sarebbe stato differente. Vabbè gustiamoci The Charlatans Made in 2006 senza inutili paranoie. Loro ci sono e questo è buono.
Claudio Baroni © Claudio Baroni, 2006 |
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