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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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MILANO – CASE POPOLARI ANCHE LA LEGALITA’ E’ UNA QUESTIONE DI DECORO URBANO Decoro, una bella parola, che fa pensare a un suo sinonimo, civiltà. Forse non molti considerano un fatto di decoro e di civiltà qualcosa che, in verità, è invisibile, non tangibile, diversamente da un’aiuola sporca o un mendicante a un incrocio: la legalità. Legalità è un concetto molto labile, e anche eludibile in quanto labile e – appunto – legato a una propria non tangibilità concreta. Viviamo in Italia in una fase storica nella quale è diffusa la credenza - non sempre solo popolare - che, in fondo, l’illegalità paghi. Non pagare le tasse è considerato, ad esempio, in molti casi, una logica rivalsa verso uno Stato percepito solo come riscossore, e non anche come erogatore di servizi. Uno Stato percepito come corrotto, lento, farraginoso, e quindi giustamente “punibile” da tanti piccoli, invisibili atteggiamenti di illegalità. Se è spesso il cittadino più insospettabile a macchiarsi di essi, a volte è proprio lo Stato, o parti deviate di esso, ad essere fautore di atteggiamenti illegali. Come nel caso dei due ispettori della società che gestiva le case popolari a Milano - (DNews, 5 novembre 2009, pag. 5) - coinvolti nel racket delle case popolari in questo Comune. Sempre secondo quanto riportato su DNews (5 novembre 2009, pag. 5), il racket delle case popolari a Milano, riusciva a “vendere” una media di 20 alloggi al mese in maniera illegale, per i quali i due ispettori “creavano una lista parallela per l’assegnazione degli alloggi” chiedendo “Ottocento euro per gli appartamenti più piccoli e 2mila per i trilocali”, oltre, talora, prestazioni sessuali. L’associazione Sos Racket e Usura, dopo aver raccolto una serie di denunce sull’assegnazione abusiva di alloggi popolari, ha portato la questione all’interno del Palazzo della Provincia di Milano, dove - il 4 novembre 2009 - nel corso di una audizione, è scattata una mozione bipartisan presentata dai consiglieri Carlo Montalbetti (Lista civica Ferrante) e Aldo Brandirali (Pdl), per “una commissione per l’indagine sullo stato della proprietà pubblica di alloggi e del loro utilizzo”.
Andrea Di Cesare 21 – 11 - 09 © Andrea Di Cesare, 2009
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