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Andrea Di Cesare

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CARMELO ZOTTI

Museo della Permanente - Milano

10 gennaio - 4 febbraio 2007

catalogo: Skira

pagg. 112

euro 25,00

Parlare di Carmelo Zotti e della sua pittura non è compito facile. Si tratta, quella di Zotti, di una pittura molto colta, dai tanti riferimenti, giunta, nel corso di una lunga carriera, a una sua definizione onirico-simbolica che sembra tracciare anche una sua più netta linea personale, rispetto a quella dei suoi Maestri ispiratori.

La tavolozza è ricca di delicate sfumature cromatiche, che tendono al diafano e al trasparente, laddove la materia si fa più facilmente portavoce del mondo del sogno, di un mondo magico-onirico, una sorta di inconscio collettivo che Zotti approccia con mano non esitante, in quella che sembra essere la ricerca di un artista volto all’interiore, al soggettivo.

Il riferimento al reale, tuttavia, è sempre presente nelle pitture di Carmelo Zotti, come traccia, come filo rosso di una più vasta congerie di simboli arcaici, atto a delineare quello che, forse un po’ banalmente, definirei “realismo magico”, di matrice saviniana, metafisica, novecentesca sicuramente, e di ottima scuola.

Zotti, nel tracciare le linee di un mondo oserei dire “magico” e “metafisico”, non rinuncia a tessere le trame di quello che potrebbe essere considerato un racconto fantastico, dove la realtà, vista con occhi stupefatti, si tramuta in metafora, in sogno, appunto, secondo i meccanismi freudiani del “lavoro onirico”, che dal reale proviene, ma che ad “altro” sembra condurci, forse per “preservarci”.

Andrea Di Cesare

 

© Andrea Di Cesare, 2007

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