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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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Un giorno intero passato ad aspettarti, poche parole su un foglio affidate al vento di maggio… (Cinzia) words: Claudio Baroni BISHOP
ALLEN & THE BROKEN STRING
E poi non mi si venga a dire che in giro non esistono – ancora - dischi belli. Belli, ma belli veramente. Non belli usa e getta, ma belli e basta. Certamente per trovarli non bisogna avere la bacchetta magica, ma un po' di tempo ed una lucida caparbietà. Il cd di Bishop Allen & The Broken String fa ragionevolmente parte di quella categoria di prodotti da me - qualche riga sopra - definiti inequivocabilmente belli. Il genere è un profluvio di malin(co)noia pop al mascara. Intinta in un’appagante melodia che rimescola nei sentimenti più profondi. Canzoni come “The Monitor” e “Like Castanets” si rifanno al miglior cantautorato. Quello di Bright Eyes, tanto per fare un esempio quasi scontato. Neo-folk e zucchero-pop che si fidanzano… “Under A Blood Red Sky”…, giusto per citare un Lp degli U2.
OKKERVIL
RIVER CD
Ed il numero di album belli – in quest’inizio di caldo autunno datato 2007 - continua (per fortuna) alla grande. Prova “vivente” è il nuovo lavoro degli Okkervil River. “The Stage Names” (questo il titolo del cd) sembrerebbe un prodotto prontamente decodificato. Invece, entrare nel mondo degli Okkervil River è come far capolino – di notte, in solitudine - in una foresta silenziosa e “melodicamente” affascinante. Al primo impatto si prova paura, imbarazzo, lo smarrimento è palese e la bussola è rimasta al campo base. Poi, piano piano, gli occhi e - soprattutto - le orecchie si adattano ai “suoni” fascinosi della natura. Come, infatti, ci si adatta immediatamente anche alle nuove coordinate sonore di “The Stage Names”. Con un gioiello dalla portata inestimabile che si fa chiamare “A Hand To Take Hold Of The Scene”, fiati-suoni e tanta-tanta poesia che esplodono dal cuore. Ma le beltà – per nostra immane fortuna - non sono terminate, giacché “Savannah Smiles” evita tutti i precedenti convenevoli da perfetta famigliola di campagna. E si tuffa in crogiuolo di filamenti amari e dolci da lasciare l’ascoltatore completamente senza parole! Quello degli Okkervil River è un pop “forte”, tremendamente amaro. Dove la luce del sole mal si adatta a queste splendide composizioni.
PINBACK
Prendiamo tempo… qualche piccola nota informativa… Pinback provengono da San Diego (Stati Uniti) e “Autumn Of The Seraphs” è il quarto album del gruppo in questione. Fin qui tutto bene… Le note – quasi del tutto dolenti - arrivano quando iniziano a “girare” le prime note del suddetto lavoro. Il suono è il “solito” pop-rock slavato così tanto in voga negli Stati Uniti... Nulla di male ci mancherebbe altro, manca la classica ciliegia sulla torta: ovvero l’originalità. Chiedo troppo ? Osare un po' di più non farebbe male, chissà se per il futuro ci si potrà aspettare una clamorosa svolta!… Claudio Baroni © Claudio Baroni, 2007 |
| popmusic /
INDIEPOP / BISHOP ALLEN - THE BROKEN STRING, dissertazioni dal mondo
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