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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
ALPI DI SOGNO La rappresentazione delle
Alpi occidentali dal XIX al XXI secolo. A cura di Giuseppe
Garimoldi – Daniele Jalla Pagg. 239 Silvana Editoriale, 2006 Euro 24,00 In
occasione dell’apertura al pubblico del Forte di Bard (Valle d’Aosta),
viene qui presentata una rassegna di opere che hanno raffigurato il mondo
alpino – in ambito pittorico – tra il XIX e il XXI secolo. Si tratta di
una mostra, confluita nel presente catalogo illustrato, che si articola in
tre sezioni:
Sezione 1 e 2: in queste due sezioni i curatori hanno dedicato
l’attenzione ai miti e agli avvenimenti storici che vedono la montagna
come protagonista, giungendo a una visione matura dell’ambiente montano
anche grazie all’utilizzo dei valichi alpini, anello di congiunzione tra
mondo mediterraneo e Nord Europa. Qui il territorio alpino è considerato
sotto la duplice funzione di pascolo e di paesaggio, fonte – quindi – di
sostentamento per gli alpigiani, e di godimento estetico per gli
escursionisti e i viaggiatori.
Sezione 3: questa sezione è dedicata all’alta montagna, considerato luogo
di conquista delle vette e di familiarizzazione con i ghiacciai, da parte
dei primi esploratori e alpinisti. Questa sezione mostra come la
percezione dell’ambiente alpino si sia evoluta e sia giunta a una più
compiuta maturazione, anche grazie alle scoperte dei primi salitori delle
grandi vette alpine. Le
Alpi sono un grande tesoro nascosto, che nel corso di due secoli ha
ispirato molti pittori, per poi essere artisticamente disertate dalla
pittura, col passaggio storico alla fotografia. Eppure, in quei due
secoli, brevi quanto l’estate alpina, ma altrettanto intensi, si sono
fissati i modelli estetici che ancora oggi l’arte celebra – con la
fotografia – nel cimentarsi col paesaggio alpino. Divenuto solo in seguito
appannaggio della pittura di genere, l’ambiente delle Alpi ha
precedentemente ispirato grandi artisti, del livello di un
Giovanni
Segantini, celebre e insuperato “cantore” dell’alta montagna. E’ del 1897
l’esposizione dell’opera di Segantini, alla Biennale di Venezia, “Pascoli
alpini in primavera”, dipinto pieno di gloria e di luce, che verrà
premiato con la medaglia d’oro del Club Alpino, malgrado il commento che
gli verrà riservato sia tutt’altro che favorevole. E’ la Svizzera, in
quell’epoca, a detenere il mercato dell’arte alpina, con committenti tanto
esigenti quanto munifici. In Svizzera, a quei tempi, la distribuzione
funzionava perfettamente, e i pittori di soggetto alpino avevano di che
lavorare e sostentarsi, seguendo gli umori del mercato. La
carrellata di opere presentate in questo catalogo merita veramente il
titolo di “Alpi di sogno”, per il magico e a volte onirico lirismo con cui
i colori delle Alpi sono rappresentati, idilli alpini che lasciano a volte
il campo a visioni sublimi e possenti di alta montagna, come nell’opera
intitolata “Chute de la Mer de Glace depuis le Chapeau” (1890), di Gabriel
Toussaint Loppé, o nell’opera del 1862 intitolata “La Mer de Glace”, di
Claude Sébastien Hugard de la Tour.
Andrea Di Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2008