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Improvvisazione: Atto, effetto dell’improvvisare. Ciò che si improvvisa. Nella musica colta e popolare, invenzione ed esecuzione estemporanea di un pezzo, libera esecuzione di un pezzo non scritto.

(lo Zingarelli 1994)

  

L’improvvisazione è quasi, aggiungerei io, un atto di fede. Una fede, letargica ed iconoclasta, che l’etichetta discografica Emanem fa sua con prodotti “ostici” ma saggi. Difficili, quasi inascoltabili ed intraducibili, ma pregevoli…

 

ADAM BOHMAN & ROGER SMITH

REALITY FANDANGO
CD

2007

SPONTANEOUS MUSIC ENSEMBLE :
QUINTESSENCE
 2 CD
2007

FRAMEWORKS
CD
2007

 

…La strumentazione, il più delle volte, è scarna e spartana. Come nel cd di Adam Bohman & Roger Smith: violino e chiarra. Lunghe suite dove le note sono scarse come un deserto rancido, scricchiolii quasi impercettibili di “non suoni” che ostacolano la concentrazione… Ci troviamo di fronte –inequivocabilmente - alla "teoria della non musica”. Ovvero: la negazione del pentagramma e delle note. Non si respira, certamente, un’altra aria con i dischi dello Spontaneous Music Ensemble. Con registrazioni live risalenti agli anni settanta. Ancora di più si capisce come una cosiddetta improvvisazione sonica si inarchi su ondivaghe, e disubbidienti, percezioni. Battiti ora lenti, ora veloci. Duri e puri. Percussioni, voce, chitarra, sax che vengono imbrigliati in perigliose e catartiche soluzioni pirotecniche. L’arte dell’improvvisare sembra quasi un gioco da ragazzi, la lotteria di Capodanno; invece fior di musicisti vengono rapiti dal pantagruelico sforzo dell’invenzione momentanea. Sibillini e concentrati sui loro strumenti, questi geni musicali passano in rassegna note stonate e sghembe. Sudano e sbuffano per ottenere dei risultati che, forse, neanche loro si sarebbero aspettati. Queste “vittorie” vanno ampiamente sezionate e divinamente divorate, per avere – così - la possibilità di ampliare il proprio raggio d’ascolto. In cuffia, di notte, durante una splendida nevicata invernale. Senza renne e quant’altro, solo spizzichi di tristi virgole acute. Acuite dal freddo pungente che preme sul calzino bucato. Si cammina per trovare una meta, mentre una sega (triste) stride nel cervello. Luci nella penombra, colti in fallo con una mano spudorata che scava vicino all’argine del fiume… ora sì che la via è tracciata ed il percorso è segnato… 

 

Claudio Baroni

  

© Claudio Baroni, 2007

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